Il percorso professionale dovrebbe arrivare dopo una riflessione su di sé e sulla propria carriera. Ma anche da un percorso di auto consapevolezza sul proprio futuro e sulle proprie attitudini. Una riflessione che si concretizza con un bilancio di competenze specifiche e trasversali. Una volta raggiunta la consapevolezza e concluso il bilancio, è possibile passare a definire gli strumenti utili alla costruzione di un vero e proprio progetto, che si sviluppa in 4 passi.  

1. Definisci il tuo obiettivo 

L’obiettivo professionale deve essere S.M.A.R.T., ovvero specifico, misurabile, soddisfacente per te stesso, raggiungibile e definito nel tempo. Attenzione a valutare vantaggi e svantaggi di ogni scelta! 

2. Datti una scadenza

Le scadenze sono importantissime: ci stimolano ad agire, ci aiutano a misurare il tempo che passa e a valutare i risultati che raggiungiamo. Se in corso d’opera capiamo di avere bisogno di più tempo, nessun problema, l’importante è non perdere di vista il nostro obiettivo e monitorare il planning passo dopo passo.  

 3. Fai un’analisi SWAT di te stesso

Questo è spesso il passo più difficile! In questa fase è necessario fare un’analisi del contesto di partenza e della situazione esterna. Una riflessione che potrebbe ispirarsi ad un’analisi di mercato, della concorrenza, dei propri punti di forza e di debolezza. Punta ad essere più oggettivo possibile e, in caso di difficoltà , chiedi il supporto di un esperto. In questa fase valuta bene le tue risorse e le tue criticità , che possono essere di tipo geografico, di tempo, economico e familiare… 

4. Sii il tuo riferimento

 Il tuo progetto professionale è il risultato di quello che sei come individuo in quanto insieme di sogni, valori e appartenenze. Tutto questo ti rende unico, ma è importante che tu ne abbia profonda consapevolezza. Non ci sono progetti giusti o sbagliati, ogni obiettivo deve essere rispettato se perseguito con coerenza nei confronti di sé stessi e fattibilità  rispetto alle proprie risorse e al proprio contesto di partenza. È comune infatti darsi obiettivi irrealizzabili, per capire poi che non si riesce a mettere in pratica il proprio progetto con i tempi e le modalità  pensate. Dunque parti sempre da un doppio esame: 
“¢ della realtà  rispetto a te stesso: autovalutando le tue competenze e caratteristiche;”¢ delle realtà  rispetto alle risorse del contesto esterno in cui ti muovi.

Oggi e sempre di più nel futuro, ci confrontiamo con un mercato del lavoro che ci richiede competenze specifiche, trasversali e capacità  di adattamento. Anche per questo la progettualità  della carriera è importante per aiutarci ad essere soddisfatti di noi stessi sia come individui sia come professionisti. 

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