Analisi del benessere organizzativo

Psicologa del lavoro

Dott.ssa Serena Burrello

Compiere la scelta post-diploma è stato per me un momento di disorientamento, che mi ha portata a scegliere un percorso diverso dall’ambito psicologico. È proprio così, le prime scelte possono adattarsi alle circostanze e non ai nostri bisogni: questo è ciò che ho provato quando mi sono iscritta al primo anno del corso di economia, una realtà lontana da me, ma che “mi avrebbe fatto trovare lavoro”. Questa sensazione l’ho portata con me e dopo aver cambiato percorso di studi, scegliendo Psicologia, ho fatto di quel disorientamento la forza della mia professione.
Le realtà organizzative, le dinamiche e il potenziale delle persone al suo interno mi hanno attratto fin dai primi anni di università, ecco perché ho scelto di specializzarmi in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, all’Università di Trento.
Nel contesto universitario ho conosciuto colleghi con cui condividere idee e progetti che confluiscono in Altrafase.
Ho scelto di intraprendere il percorso di Specializzazione in Psicoterapia Biosistemica per arricchire gli strumenti nella conduzione di gruppi e nell’accoglienza dell’individuo.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca definisce il Benessere Organizzativo come la capacità di un’organizzazione di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori che operano al suo interno. Studi e ricerche sulle organizzazioni hanno dimostrato che le strutture più efficienti sono quelle con dipendenti soddisfatti e un “clima interno” sereno e partecipativo. La motivazione, la collaborazione, il coinvolgimento, la corretta circolazione delle informazioni, la flessibilità e la fiducia delle persone sono tutti elementi che portano a migliorare la salute mentale e fisica dei lavoratori, la soddisfazione degli utenti e, in via finale, ad aumentare la produttività.

Che cosa significa “analisi del benessere organizzativo”?

L’analisi del benessere organizzativo ha un focus sul clima aziendale, il quale è stato riconosciuto come indicatore della qualità delle relazioni interne. Inoltre, il clima è in relazione con la cultura organizzativa, con la quale si intende il risultato di come i lavoratori percepiscono i valori di cui l’azienda è portatrice. Per poter effettivamente parlare di “clima” le percezioni devono essere condivise dalla maggioranza dei membri, ed acquisite in relazione a specifici fattori della situazione in atto. Infatti, percepire l’ambiente di lavoro positivamente è un importante predittore della disponibilità dei destinatari dell’intervento al cambiamento, all’apertura e ad un efficace adattamento.

A cosa serve l’analisi del benessere organizzativo?

È uno strumento in grado di rispondere a diverse esigenze e di perseguire molteplici finalità:

  • costituisce un importante momento di diagnosi organizzativa;
  • buon indicatore della soddisfazione lavorativa;
  • fornisce un feedback sull’attività dei coordinatori/responsabili;
  • fornisce informazioni utili sul fabbisogno formativo;
  • è di per sé un’azione in grado di generare coinvolgimento e partecipazione, in quanto testimonia un’attenzione particolare che l’organizzazione riserva ai collaboratori di quella realtà.

Quando occorre analizzare il benessere all’interno di un’organizzazione?

  • Quando non sono presenti segnali di “malessere”
    Lavorare in un’ottica di prevenzione, ci permette di individuare tempestivamente anomalie e di intervenire con la massima efficacia.
  • Quando c’è un cambio “ai piani alti”
    Dalla nostra esperienza all’interno delle Organizzazioni abbiamo valutato che il cambiamento non comunicato o gestito con cura, comporta degli squilibri all’interno del team di lavoro che possono riflettersi su tutta l’organizzazione. Coinvolgimento e consenso sono ciò di cui un nuovo responsabile ha bisogno quando affronta il suo mandato.
  • Quando e/o se “C’è qualcosa che non va!”
    Il malessere organizzativo spesso non viene rilevato per tempo e il clima aziendale si deteriora rendendo le persone deluse, irritate e demotivate. Questo è il momento in cui i vertici aziendali possono contattarci per agire tempestivamente.

Creare un ambiente di lavoro in cui le persone possano sentirsi felici non è semplice, ma è un obiettivo, oggi, sempre più ricercato dalle aziende. Le persone felici al lavoro sono il 12% più produttive, e le aziende lo diventano del 31%, mentre le vendite aumentano del 37%. Un sistema virtuoso che crea meccanismi di benessere per le persone, per le aziende e per gli investimenti.

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