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Vivere la paura durante il lockdown

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La paura: un’emozione molto diffusa in questo periodo di emergenza e di isolamento. Tutti, ognuno a modo nostro, stiamo sperimentando nuove esperienze di paura: quando leggiamo o ascoltiamo le notizie, quando ci confrontiamo con altre persone, quando entriamo in contatto con l’esterno, o quando ci ritroviamo soli. Quando la paura si attiva per troppo tempo, il nostro corpo ci da dei segnali: senso di stanchezza, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno e negatività generale. Eppure, questi stati vanno ascoltati e mai censurati. La paura, entro certi limiti e contesti, è necessaria per attivare in noi comportamenti in grado di farci gestire situazioni di pericolo. Un’emozione che ci permette di tutelarci e prenderci cura di noi stessi. 

Anche la paura ha la sua importanza  

Siamo abituati a pensare alla paura come un’emozione negativa e spiacevole, ma è importante ricordare che essa fa parte delle emozioni primarie, quelle cioè fondamentali per la nostra sopravvivenza. Grazie a queste emozioni attiviamo quei meccanismi che ci proteggono dai pericoli. Davanti ad una minaccia, la paura è quella sana risposta del nostro corpo che ci permette di ricorrere a strategie per difenderci, questo grazie ai meccanismi del nostro sistema nervoso. Tuttavia per stare bene è importante che il nostro sistema nervoso non analizzi continuamente gli stimoli come allarmi di pericolo, o questo rischia di provocare una situazione di paura cronica e immobilità. La psicologia ci suggerisce alcune tecniche per rompere questi meccanismi ed evitare che le nostre paure si sedimentino nella nostra mente. Lo studio, la lettura, la musica  ad esempio sono in grado di disattivare le parti del cervello in allarme e restituire un senso di rilassamento. Ma più di tutto, l’incontro con l’altro, una persona attenta, empatica e informata, il cui contatto virtuale sia in grado di trasmetterci sensazioni di calma. 

La paura come stato negativo 

È possibile, soprattutto nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, che la paura si trasformi in un stato di allerta costante. Questo può farci stare male e causare pensieri e comportamenti non funzionali al nostro benessere. Nel tempo che abbiamo a disposizione in questo periodo, cerchiamo di accogliere la paura e non di censurarla o cacciarla via. Cerchiamo piuttosto, spazi virtuali di condivisione e ascolto, utilizziamo la tecnologia per tenere viva la connessione con gli altri e se la paura e la negatività diventano totalizzanti e immobilizzanti, rivolgiti a noi. Le nostre consulenze sono attive e puoi contattarci in qualsiasi momento.


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