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Compiti a casa per le vacanze: un’opportunità per crescere

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Compiti a casa per le vacanze: è estate e comincia l’incubo! La fine della scuola sembrava portar via i litigi e le minacce tra genitori e figli, ed ecco che anche al mare bisogna portare dietro lo zaino.
Vivere con stress i compiti a casa per le vacanze non permette di vedere le opportunità che vi si celano. Prima fra tutte quella di consolidare i concetti che si sono studiati durante l’anno, quelli che si sono capiti meno o quelli che si sono messi da parte per dare spazio ai contenuti di altre materie. Tutto senza lo stress delle interrogazioni e delle verifiche. Quindi permette a bambini e ragazzi di seguire maggiormente le proprie inclinazioni e i propri interessi, considerando ritmi di apprendimento diversi.

È vero che  i compiti a casa per le vacanze sono un impegno per bambini e ragazzi, ma coinvolgono anche  i genitori. È un impegno (ed una responsabilità) che tutti devono assumersi, nonostante le ferie. Prima di tutto i genitori dovrebbero sempre evitare frasi come: - no, anche i compiti a casa per le vacanze, che incubo! - e via dicendo. In questo modo si comunica lo stress e si da ai compiti estivi un’accezione negativa, legittimando i comportamenti di  rifiuto da parte dei figli. Può essere più costruttivo invece, da parte dei genitori, dare l’esempio occuparsi di un “compito”  o leggendo un buon libro sotto l’ombrellone. Condividere con gli altri membri  della famiglia il piacere di ciò che si è fatto, e di aver imparato qualcosa mantenendo così viva la curiosità.

Per approcciarsi ai compiti a casa per le vacanze sono necessarie programmazione, organizzazione e pianificazione. È bene non arrivare alla prima settimana di settembre per recuperare, iniziare subito permette di diluire il carico nei tre mesi e non affannarsi alla fine. Inoltre ricordate che ci sarà spazio per il relax, gli imprevisti e le giornate in cui i compiti saranno messi da parte per far posto ad altre esperienze altrettanto importanti. Un sistema che potete facilmente adottare è quello dell’agenda: già dalla prima elementare è un modo per rendere vostro figlio più autonomo man mano che passano gli anni. Programmare agevola il lavoro e permette di autoregolare il proprio impegno.  Ricordiamo che nella pianificazione ci può essere libertà di scelta, ma non vi è spazio per una negoziazione infinita, va bene la flessibilità, ma non si può rimandare continuamente l’impegno che si è preso.

Infine genitori, ricordate di motivare i vostri figli attraverso gratificazioni verbali, saranno fondamentali per supportarli e dimostrarli quanto siete soddisfatti del loro impegno.

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